E’ bravo ma non si applica

da | Mag 10, 2018 | studio | 0 commenti

è bravo ma non si applicaÈ bravo ma non si applica.” Hai mai sentito questa frase? “E’ intelligente, ma non ha voglia di studiare” E questa? Non sarebbe fantastico se ti dicessi che c’è un modo (finalmente) per risolvere questo problema? Una tecnica, una strategia che faccia prendere ottimi voti a tuo figlio, con pochissimo sforzo. Ti piacerebbe scoprirla, e risolvere così tutti i tuoi problemi e i continui litigi a causa dei brutti voti? Bene, oggi è il tuo giorno fortunato perchè sei nel posto giusto! E ora reggiti forte perchè sto per svelarti finalmente il segreto che ti hanno tenuto nascosto fin’ora e che migliorerà le performance di tuo figlio. Rullo di tamburi… Sei pronta? Ok, reggiti forte!! …. Il segreto è……………….che non c’è nessun segreto! ? Eh già. Ci sono però due punti chiave, che ti mostrerò tra poco, ma che richiedono comunque un certo impegno. Il problema, infatti, è che oggi siamo abituati male. Abbiamo ogni genere di servizi o prodotti a portata di click
  • possiamo comprare per pochi euro cose che a noi costerebbero il doppio, oltre a ore di lavoro e fatica
  • possiamo farci portare la cena a casa senza muovere un dit….no va beh, il dito lo muoviamo
  • o farci portare la spesa, senza nemmeno uscire di casa
  • possiamo vedere amici o parenti che sono dall’altra parte del mondo, senza dover per forza andare dall’altra parte del mondo
Possiamo avere tutto. O quasi. Quello che non possiamo avere con un click sono i nostri risultati personali. Vuoi un lavoro? Non basta portare a spasso un curriculum precompilato. Vuoi diventare un calciatore professionista? Non basta andare allo stadio a guardare la partita. Vuoi prendere 8 nella prossima verifica di storia? Non basta dare “una letta” a una pagina sì e una no. In fondo, non è poi così diverso dalla palestra. C’è chi si iscrive, ci va una volta e basta. C’è chi ci prova, ma anche dopo un po’ non ottiene risultati, quindi si demotiva e molla. Infine c’è chi si mette lì, con un piano (strategico, non quello che si suona), con tanto sudore, e cresce. Ma poi c’è anche chi ci prova, e anche se non funziona prova lo stesso, ancora e ancora finchè non scopre il trucco, e allora cresce anche lui. Perchè alla fine è quello il punto. Basta scoprire il trucco. Ogni cosa ha il suo. Ogni sport, ogni mestiere, ogni materia scolastica. Sta tutto lì. E’ questa la prima differenza tra chi riesce e chi no, il primo punto chiave. Chi riesce conosce il trucco del mestiere. Come abbiamo detto in questo articolo, tendiamo sempre a starcene buoni buoni nella nostra zona di comfort. Se tuo figlio è bravo in matematica, sa che può fare affidamento sulle sue abilità; perciò, quando si troverà davanti un nuovo problema sarà motivato a risolverlo, perchè sa di poterlo fare. Se invece non è altrettanto bravo in storia, quando si presenterà la prossima verifica, o interrogazione, non potrà fare affidamento sulle sue abilità, perchè queste sono proprio quelle che gli faranno prendere 4. Quindi tuo figlio avrà 2 convinzioni:
  1. sono bravo in matematica, e visto che sono bravo non mi accontento di un voto basso
  2. non sono bravo in storia, per me è troppo difficile e non posso farcela a prendere 6
Ecco, e da lì non si muove. Questa è la sua zona di comfort.  

Che fare allora?

  Un noto allenatore di pallavolo, tale Julio Velasco, una volta ha detto: “Non esistono cose facili e cose difficili. Esistono le cose che so fare e quelle che non so fare.” Quindi? E quindi perchè non provi a cambiare le convinzioni di tuo figlio? Ad esempio, nell’ipotesi appena fatta, le convinzioni diventerebbero:
  1. sono bravo in matematica perchè ne ho capito la logica, e visto che sono bravo non mi accontento di un voto basso
  2. non sono bravo in storia perchè non so come si studia questa materia, e quindi non posso prendere 6 finchè qualcuno non mi dice come si fa
Cambia. Molto. Perchè il dire “non sono capace” è un pensiero che non ha via d’uscita, non ha soluzione, e quindi non può portare a nessun miglioramento, perchè è visto come un “non sono portato”. E’ così e basta. Invece il pensiero “non so come si fa” può portare ad una soluzione, una volta che si è imparato ciò che manca. Ora, con questo non voglio dire che tutti possano diventare dei geni in tutto. Ogni cervello è unico, con i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Ma è altrettanto vero che il cervello è plastico, nel senso che si modifica in base alle esigenze (tanto più per i giovani). Quindi ti assicuro che se ti impegni, il tuo cervello non starà a guardare. Lo ammetto, potresti non diventare un Einstein, o uno storico di professione, ma con un po’ di impegno potresti ottenere più di quanto immagini.  

Anche quello che gli dici tu può fare la differenza

  Se dici a tuo figlio “è bravo ma non si applica” difficilmente si porrà la domanda “e come ci si impegna??”. Penserà piuttosto che dovrà passare più ore sui libri, senza sapere se questo serva o no, perchè tendiamo sempre a risolvere i problemi con gli strumenti che abbiamo, e per molti ragazzi l’impegno nello studio è semplicemente dato dal tempo passato sui libri. Ma, se invece di dirgli “è bravo ma non si applica” gli dicessi “è bravo ma non sa ancora come si fa quella cosa”, sarà molto più probabile una risposta tipo “e come si fa quella cosa?”. Ecco che siamo usciti dal circolo del “perchè tanto non sono capace”.  

E una volta che hai scoperto il trucco, testa bassa e si lavora

  Questo è il secondo punto chiave. Non c’è una scorciatoia. E’ la parte più difficile e noiosa di tutto il processo, ed è per questo che non tutti ci riescono. Perchè non tutti sono disposti ad impegnarsi così tanto. Ecco cosa intendiamo quando diciamo che i figli non vanno aiutati troppo. Che i genitori (e gli insegnanti) non devono sostituirsi a loro, ma far sì che diventino autonomi. Non dobbiamo evitargli la fatica, anzi dobbiamo fargli prendere confidenza, con la fatica. E prima capiranno che dovranno lottare per quello che vogliono, più si sentiranno a loro agio nel farlo, e più saranno avvantaggiati nel mondo del lavoro.  

Perchè in fondo, è quello il vero problema.

  Di qualche insufficienza a scuola non muore nessuno. Una bocciatura è amara, ma passa. Ma quando hai da pagarti affitto, bollette, cibo, e non sei capace di trovare lavoro perchè è troppo difficile, o prendi quello che passa in convento perchè è troppo difficile lottare per quello che vuoi davvero…Houston, abbiamo un problema. Perchè non basta sapere come ci si allena. Per crescere devi andare in palestra e sudare tanto. E devi essere costante. Non basta sapere come si gioca a calcio. I professionisti si allenano quasi tutti i giorni, per anni. Non basta sapere come si suona uno strumento. I professionisti suonano quasi tutti i giorni, per anni. E non basta sapere COME si studia una materia. Bisogna mettersi lì e studiare. Non si scappa. Poi in tutte queste cose bisogna anche imparare a relazionarsi con gli altri e comunicare in un certo modo per proporsi al meglio (o per esporre meglio nell’interrogazione), ma di questo ne parleremo un’altra volta. Nel frattempo, se vuoi dare una mano a tuo figlio con qualcosa di più di una semplice ripetizione, forse può esserti utile il nostro programma impara a studiare, che permetterà a tuo figlio di acquisire le capacità necessarie per affrontare al meglio le materie in cui è più carente.

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