Come migliorare l’andamento scolastico (e non solo) di tua figlia senza convincerla a studiare di più

da | Gen 17, 2018 | casi studio, Sviluppo Adolescente, Uncategorized | 0 commenti

andamento scolasticoOggi ti racconterò la storia di Matilde*. Matilde ha 15 anni e in prima superiore è stata bocciata. Ora è ripetente. Un giorno mi contatta la mamma per chiedermi un appuntamento: “Mia figlia ha esplicitamente chiesto di parlare con uno psicologo” mi dice. E’ raro che i figli chiedano l’assistenza di uno psicologo a quell’età. Ammiro il coraggio della ragazza, tanto quanto il supporto della madre. La invito a venire in studio. La mamma mi parla di Matilde come una ragazza introversa e timida, molto chiusa nel rapporto con i genitori. Mi dice che si rifiuta ostinatamente di parlare con loro dopo la bocciatura in prima superiore. Inoltre il suo andamento scolastico è piuttosto altalenante e tende a isolarsi, anche con le amiche. In effetti non ne ha molte, di amiche. La mamma è preoccupata, si vede: il suo sguardo dice tutto. Cerco di tranquillizzarla. Le mostro il percorso che farò con sua figlia e fissiamo un appuntamento. Dopo qualche giorno eccola: Matilde. La accompagno nel mio studio, mentre mi guarda, un po’ persa, come a chiedersi se si trova nel posto giusto. Cominciamo a parlare e quando lei si sente un po’ più a suo agio le chiedo di compilare un test. Con i dati raccolti scopro che alla base dei problemi sociali e scolastici di Matilde c’è una problematica di ansia e di vergogna, che la blocca nelle interrogazioni a scuola e nell’avvicinamento agli amici. Non ha problemi a socializzare con gli adulti e con i coetanei che approcciano per primi a lei e che vengono chiaramente in pace, mentre si sente inadeguata in tutti gli altri casi in cui viene quasi sopraffatta da vergogna, ansia e inadeguatezza, a causa della scarsa capacità di capire le emozioni e i comportamenti degli altri. Tutto questo miscuglio di sentimenti fanno sì che Matilde interpreti “l’ambiguità” dell’altro come rifiuto e aggressività. Ecco perchè Matilde tende ad evitare i rapporti con gli amici e le interrogazioni, ed ecco perchè a volte reagisce aggressivamente agli atteggiamenti degli altri che lei interpreta come rifiutanti, distanzianti e giudicanti.

Che cosa abbiamo fatto?

Grazie ad un lavoro sulla gestione dell’ansia, e alla presa di coscienza da parte di Matilde del modo in cui contribuisce ai suoi problemi di relazione con gli amici e a scuola, siamo riuscite a renderla più competente ed efficace nelle relazioni, diminuendo l’ansia che provava in queste occasioni. Grazie a questo percorso, ora Matilde coglie con più consapevolezza le opportunità di socializzare con adulti e coetanei, e ha stabilizzato il suo andamento scolastico. E’ una vera fortuna che Matilde sia venuta da me a 15 anni e non a 30. Ora sa come affrontare meglio le relazioni quotidiane ed è in grado di capire meglio le emozioni degli altri. E ha ancora tutta la vita davanti. Brava Matilde! *Matilde è un nome inventato per rispettare la privacy dei nostri pazienti, sia maschi che femmine.

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