Si può superare l’anno scolastico iniziando a studiare a febbraio?

da | Mar 9, 2019 | studio | 0 commenti

Ora che comincia a farsi sentire l’estate, molti ragazzi iniziano a chiedersi come superare l’anno scolastico, e se ne sentono un po’ di tutti i colori.

  • Chi va bene e si avvicina orgogliosamente, a colpi di 8 e 9, verso la fine dell’anno
  • Chi arranca un po’ ma alla fine ce la fa
  • Poi c’è chi, vedendo avvicinarsi l’estate, inizia a pensare che forse sarebbe ora di iniziare a studiare
  • E chi, infine, indugia ancora un po’, fino a data da definirsi

A peggiorare le cose si aggiunge il fatto che, ad eccezione (forse) della prima fortunata categoria, gli altri non hanno nemmeno un metodo di studio.

Non solo!

Le cose si complicano ulteriormente perché, soprattutto chi inizia a studiare da febbraio o più tardi, non è abituato a passare le ore sui libri.

Insomma un disastro!

 

E così ti ritrovi a tornare a casa la sera dopo 10 ore di lavoro che non vedi l’ora di poterti finalmente riposare ma non puoi perché tuo figlio ti mette ansia.

“E se non passa l’anno? Ma perché non studia? Cosa ho fatto di male? E l’anno prossimo devo ripagare l’iscrizione a scuola per lo stesso anno scolastico?
Ora gli tiro le orecchie.”

Perciò il tanto atteso riposo si trasforma nella “un po’ meno attesa” serata di stress.

Diamine!

“Ma perché mio figlio non studia come tutti gli altri?”

 

In realtà sono molti a porsi questa domanda, perciò viene da chiedersi quali siano questi “altri”…?

Comunque non temere, perché c’è una soluzione!
O meglio, tante soluzioni. Tante quante sono le persone su questo mondo, più o meno.

Già perché ognuno ha un modo di ragionare diverso, una storia e delle esperienze diverse, perciò anche i metodi da applicare per poter ottenere risultati senza troppe complicazioni non sono gli stessi per tutti.

Ecco perché molti ragazzi hanno questo genere di problemi.

La scuola, e chi insegna metodi di studio, tendono a dare un metodo di studio come strumento definitivo; il problema è che non tutti sono adatti per quel metodo di studio.

Se ci si concentrasse di più sulla storia, le esperienze personali e il modo di ragionare proprio di ogni ragazzo, si vedrebbe che in moltissimi casi il metodo di studio “perfetto” non sarebbe lo stesso.

Ne avevamo già parlato nell’articolo in cui abbiamo spiegato che cos’è il metodo di studio.

 

Come fare per trovare questo metodo?

 

Beh, per questo ci sono psicologi come noi che lavoriamo a stretto contatto con i ragazzi, psicologi dell’apprendimento e pedagogisti.

Oppure si può decidere di cercare su internet e affidarsi al “metodo di studio perfetto per tutti” che di solito viene anche venduto abbastanza bene per cui tanto economico non è, per scoprire poi che tanto perfetto per tutti non era.

Che, attenzione, non vuol dire che non funzionerà di certo.

Per qualcuno sì, funzionerà, ma dipende dal tipo di persona che lo userà.
Poi se quella persona è tuo figlio oppure no, questo non si sa.

Ma non basta, c’è altro!

Già, perché anche se si riesce a trovare il proprio metodo, poi questo va applicato.

Come abbiamo detto in questo articolo, oggi siamo abituati male. Abbiamo la possibilità di avere qualunque cosa facilmente.

Qualunque cosa ad eccezione dei nostri risultati personali (e i soldi, ma quelli di solito arrivano con i risultati personali).

Come superare l’anno scolastico dunque?

 

Beh, ci sono due “trucchi”.

Il primo è proprio trovare il modo di operare che più si adatta a noi, il che ci semplificherà di molto il lavoro visto che non dovremo tutte le volte remarci contro.

Il secondo è “un trucco che non è un trucco”: farsi un mazzo tanto.

Questo è forse il problema più difficile da risolvere, soprattutto quando si cerca di risolverlo da soli.

E’ un po’ come quando si va in palestra.

Se ti alleni da sola è molto probabile che ti allenerai in un certo modo, soprattutto per quanto riguarda l’intensità.

“Sì ok, ci stiamo allenando ma…calma eh, devo arrivare a sera possibilmente.”

Invece se ti alleni con un personal trainer è altrettanto probabile che ti allenerai in modo molto diverso ridimensionando le tue aspettative a:

“ok, cerchiamo di uscire vive da questo inferno, poi per arrivare a sera in un qualche modo farò”.

Però a questo punto succede una cosa molto interessante:

A un certo punto quell’intensità di allenamento diventerà normale, e pur sentendone la difficoltà riuscirai ad affrontarla con più naturalezza.

La stessa cosa succede nello studio.

E’ molto difficile che riusciamo a costringerci ad avere un certo ritmo di studio se non ne siamo abituati.

Perché è proprio quello il problema, cioè che molto spesso se non siamo costretti a fare qualcosa che richiede un certo sforzo non lo facciamo, specie se i nostri pensieri non sono allineati e quindi lo facciamo controvoglia.

 

Un altro problema poi si può presentare anche in caso ci sia un personal trainer (psicologo o pedagogista, nel caso dello studio) con cui non si va d’accordo, perché magari è lì per “fare il suo lavoro” e non per “aiutarci davvero”.

Questo accade spesso purtroppo e anche nell’ambiente scolastico.

In un articolo avevamo parlato proprio di quello che la scuola non insegna, per cui il dare per scontato che a scuola, oltre alle materie classiche, impari qualcos’altro non è proprio una buona idea.

Infatti capita spesso che poi si abbiano delle aspettative che il figlio non riesce a raggiungere, rendendovi più insoddisfatti, meno accondiscendenti e più sbrigativi.

Di solito è quello che succede quando, anche noi adulti, siamo costretti a fare qualcosa che non vogliamo fare, come potrebbe essere il caso dell’affiancamento nei compiti del figlio se invece ci aspettiamo che li faccia da solo.

Risultato?

“Dai, su forza, devi fare così, così e così. No….questo….dai qua che faccio io….”

Un rapporto di questo genere, oltre a essere disfunzionale per la relazione (si sente l’astio, che tra l’altro imparerà ad usare con le altre persone a sua volta), non aiuta il ragazzo nemmeno a sviluppare delle strategie che gli permettano di studiare efficacemente in autonomia.

Se tuo figlio non è in grado di studiare autonomamente in modo efficace, è necessario che qualcuno gli insegni come si fa, che sia un professionista oppure tu.

In che modo? Ne avevamo parlato in questo articolo: non fare i compiti al posto di tuo figlio, ma spronalo a trovare la soluzione.

Insomma, sì, il quadro è complesso, così come è complesso ognuno di noi. Ed è per questo motivo che non può esistere un metodo che va bene per tutti, ma bisogna lavorare su ogni singolo caso.

E, probabilmente lo avrai capito, è anche per questo motivo che iniziare a studiare a febbraio non è una buona idea.

Impossibile forse no, c’è da lavorare sodo nell’applicare tutto ciò che abbiamo visto in questo articolo per riuscire a superare l’anno scolastico senza farsi troppo male, ma giocare d’anticipo può essere sicuramente d’aiuto.

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