Vorresti che tuo figlio venisse bocciato?

da | Giu 13, 2018 | studio | 0 commenti

vorresti che tuo figlio venisse bocciato I problemi danno fastidio a tutti. Lo sappiamo. Però non sempre li risolviamo. Perché? I motivi possono essere tanti, e uno di questi è il semplice fatto che il nostro problema è diventato normale. Facciamo un esempio. Un esempio a caso. Supponiamo che tuo figlio non sia un gran studente, ma non perchè gli manca qualche rotella. Semplicemente perché, come la maggior parte dei ragazzi, non ha voglia di studiare. E visto che non ne ha voglia, non lo fa. Anche perché quando lo fa, non essendo abituato e non avendo un metodo, i risultati non sono gran che, e quindi lui… non è che sia proprio motivato, ecco. E’ un circolo vizioso di cui abbiamo parlato qui. Perciò, a questa situazione, col tempo, ci si adegua. Ci si adagia. E le sufficienze al limite dell’impossibile diventano la normalità. Ma ogni anno la promozione è un terno al lotto (in alcuni casi anche cinquina), creando un po’ di scompiglio da aprile a giugno. Però è sempre andata bene. Alla fine il ragazzo le passa tutte. Per un pelo. E questa roulette russa continua. Qualcuno sopravvive a stento, diventando incredibilmente religioso (se non lo era già) ogni volta che viene premuto il grilletto (o ogni volta che finisce il secondo quadrimestre, che dir si voglia). Qualcuno ci resta. Ma come il mitico Super Mario che ricorderai sicuramente, il ragazzo ha diritto a un’altra vita e a ricominciare il livello. Volevo dire…l’anno scolastico. Meno male che il costo della scuola pubblica non è altissimo. No, non è altissimo. Ma c’è un altro costo nascosto da pagare, a cui nessuno pensa, ma che pesa molto più della retta scolastica.  

Questo costo è il tempo.

  Ci preoccupiamo tutti del denaro. Che non basta mai. Uffa. Perché il denaro è tangibile, lo tocchiamo con mano tutti i giorni, e quando non c’è lo sentiamo subito. Ma il denaro va e viene. Il denaro lo produciamo noi, e con un po’ di impegno, e fortuna, possiamo riuscire a racimolarne abbastanza. Invece il tempo va in un’unica direzione, e non c’è un modo per averne altro. Non è come nel film “In Time” che lo puoi comprare e più soldi hai più ne puoi comprare. Non funziona così. Una volta che è andato, è andato. Finito. Non c’è più. Nessuno però ci da peso, a meno che sappia di avere poco tempo a disposizione. Allora improvvisamente tutto cambia. Ma forse se ci scantavamo prima era meglio. Allora ti chiedo: quante cose puoi fare in un anno? Un inverno, una primavera, un estate e un autunno. Un anno di lavoro. Di formazione per le cose che ti servono nella vita, oltre la scuola. Di relazioni con gli amici, le persone care e le persone nuove. Un anno per capire come funziona il mondo, perché prima lo capisci e meglio è. Un anno per capire che se muori lì non c’è una seconda chance. Ma quell’anno non c’è, perchè è stato usato per rifare le stesse cose a scuola, qualche anno prima, quando con un po’ d’impegno in più e un po’ di competenze in più sarebbe potuto andare avanti.  

Quando siamo giovani non ci pensiamo.

  Il tempo non ha valore perché la fine è lontana; non si vede. Forse non c’è nemmeno. Ma oggi, che anche se non sei una ragazzina, o un ragazzino, sei ancora giovane e considerando l’età a cui si arriva oggi, non sei nemmeno a metà strada. Però cosa faresti per riavere indietro uno di quegli anni? Oggi sei più grande, più consapevole, e dai un peso diverso al tempo. Allora probabilmente dovremmo insegnare ai nostri figli il valore di questo tempo. Allora lo userebbero in modo diverso. Lo so, forse oggi sono stata un po’ troppo profonda, meno leggera del solito. Ma parlavo con un genitore che, con il figlio, mi ha ricordato me da giovane (che anch’io a scuola i miei rischi li ho presi, lo ammetto), e mi sono chiesta: costa di più il rischio di una bocciatura? Un anno che se ne va? O un corso estivo in cui si insegna ai ragazzi a conoscersi, ad affrontare la scuola e il mondo? Tu vorresti che tuo figlio venisse bocciato? La risposta che mi sono data io è che per nulla al mondo, oggi, rinuncerei ad un altro anno della mia vita, perchè a differenza dei soldi non lo avrei più indietro. E anzi se avessi potuto sapere da adolescente anche solo una piccola parte delle cose che so oggi, avrei potuto risparmiarne tanto altro, di tempo, in errori stupidi e anche un po’ testardi. Allora quel corso estivo l’abbiamo creato noi, e se vuoi saperne di più sul nostro metodo “impara a studiare” clicca qui.

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